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Mascherine e filtrazione, una guida per riconoscerle

La guida di ZYX alle mascherine per affrontare l'emergenza COVID-19

Introvabili eppure necessarie. Sono le mascherine, dispositivi indispensabili per il contenimento del Covid-19 e, ci dicono gli esperti, fondamentali anche quando le misure restrittive si allenteranno. Nonostante molte aziende italiane si stiano attrezzando per produrle autonomamente, non tutte sono in grado di proteggerci dagli agenti patogeni. È, infatti, la qualità del tessuto filtrante di cui sono costituite che ne certifica o meno l’efficienza. Ecco una guida per riconoscerle e utilizzarle correttamente!

L’efficacia? Questione di micrometri

Quando parliamo di virus, facciamo riferimento a un mondo infinitamente piccolo. Si tratta di molecole con diametri di poche centinaia di nanometri, dell’ordine di grandezza di un miliardesimo di metro, vale a dire un milionesimo di millimetro. In particolare, coronavirus è grande 0,2 micrometri, anche se spesso viaggia grazie a vettori più estesi, come le gocce di vapor d’acqua che lo diffondono per via aerea. Per bloccare particelle di queste dimensioni, sono necessari dei veri e propri setacci ad altissima efficienza filtrante. «I dispositivi davvero utili devono rispettare certe specifiche» ha spiegato ad ANSA Claudio Galbiati, presidente della sezione Safety di Assosistema, che in Confindustria rappresenta i produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuale (Dpi).

Mascherina fai-da-te

Stravaganti e improvvisati, sono numerosi i modelli di mascherina fai-da-te che hanno invaso il web, tra tutorial e consigli per realizzarli con materiali di fortuna come la carta forno o la garza. Soluzioni casalinghe che non aderiscono bene al volto e non proteggono dai virus, ma che possono funzionare da barriera verso l’esterno, limitando l’eventuale diffusione di potenziali vettori di contagio aerodispersi ad esempio attraverso droplet e goccioline causate da colpi di tosse o starnuti di chi le indossa. Non rappresentano, comunque, un presidio di protezione efficace.

Mascherina chirurgica

È un dispositivo monouso, utilizzato nelle sale operatorie dai sanitari. Realizzato con multistrati in tessuto non tessuto, come fibre di polipropilene o poliestere, permette una più precisa aderenza al volto ma non arresta il passaggio di nanoparticelle e non tutela chi le indossa dall’eventuale esposizione al virus. Rimane, comunque, un mezzo utile per filtrare l’aria in uscita e, eventualmente, arrestare droplet e gocce di saliva.

Mascherina Ffp1

Utilizzate principalmente nell’edilizia e nel settore alimentare, le Ffp1 sono dispositivi antipolvere che proteggono da particolato e da polveri atossiche e non fibrinogene, con un’efficienza del 78%. Non sono sufficienti per proteggere dal virus.

Mascherine Ffp2 e Ffp3

Sono le uniche raccomandate dall’Ordine dei medici. Con efficienze di filtrazione elevate – fino al 92% la Ffp2 e oltre il 98% la Ffp3 – proteggono dal virus e dovrebbero essere utilizzate dal personale sanitario e da chiunque venga in contatto con agenti dannosi. Realizzate con più strati di tessuto non tessuto di differente densità, coniugano l’effetto meccanico di setaccio dello strato esterno, che blocca le particelle più grossolane fino ai 10 micron, alla carica elettrostatica dello strato intermedio, capace di trattenere particelle più piccole di 5 micron. Le migliori, sono quelle dotate di una piccola barra metallica da modellare sul naso, che garantisce una aderenza pressoché totale. Sconsigliate, invece, quelle con la valvola per l’espirazione: non filtrando l’aria in uscita, qualora indossate da persone infette, non ostacolerebbero il contagio.

Solo prodotti certificati!

Il Ministero della Salute è molto chiaro: «un uso non corretto di mascherine e respiratori può aumentare, anziché ridurre, il rischio di trasmissione dell’infezione». Ecco perché è fondamentale dotarsi di dispositivi sicuri, certificati e di essere in grado di utilizzarli correttamente. L’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) perciò si raccomanda di utilizzare mascherine certificate in conformità alla norma EN 149, standard necessario per essere certi della protezione fornita da questi dispositivi contro il rischio biologico.

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